In una galassia lontana, l’impavido console Caio Brunettus, nel tentativo di moralizzare e rendere efficiente la confederazione galattica, scagliò il suo esercito contro la coalizione dei perfidi Fannulloni-Panzoni.

Il console attaccò con armi potenti e raffinate: tornelli, criminalizzazione generalizzata, blocco di internet e dei telefoni, limitazioni sulle malattie, denigrazioni mediatiche. Sembra che richiese anche il telelavoro interstellare per i dipendenti con patologie gravi e cure debilitanti.

Dopo un anno di questo intenso sforzo bellico, si accorse che quell’infelice confederazione galattica era ancora inefficiente e immorale: corruzione e collusione dilagavano, gli sprechi e il malaffare spadroneggiavano, l’evasione stellare cresceva, la malasanità bionica imperversava, i beni dello stato intergalattico venivano adoperati per scopi personali.

Caio Brunettus, allora, rivolse il suo potente attacco, anche, contro la classe politico-dirigenziale. A questo punto, però, venne esonerato, a causa di impellenti, quanto inaspettati, motivi personali.

“Poveracci”, disse qualcuno dalla terra, “per fortuna noi siamo distanti anni luce da quella galassia e da quelle ingiustizie”.