Il Centro Matteucci per l’arte Moderna propone, fino al 4 novembre, nella sede di Viareggio, un’attenta e impegnativa retrospettiva su Odoardo Borrani. Con questa mostra, curata da Silvio Balloni ed Anna Villari su idea di Giuliano Matteucci, la storia della pittura dell’artista toscano è per la prima volta ricostruita in modo omogeneo e lineare, dagli esordi sino alle ultime esperienze creative, svolte al valico del Novecento. Ciò è stato reso possibile grazie a fondamentali recuperi di dipinti inediti, o non più esposti da molti anni, i quali, integrando le tessere di mosaici figurativi in sé conclusi, rimasti sinora incompleti, consentono di narrare l’itinerario creativo dell’artista delineando con coerenza peculiari ed irripetibili momenti della sua ispirazione.

Odoardo Borrani è stato figlio d’arte. Il padre, pittore, lo manda a studio da Gaetano Bianchi e con costui si trova impegnato nel restauro degli affreschi di Paolo Uccello e di Domenico Ghirlandaio. Dicianovenne, espone all’Accademia di Belle Arti; entra in contatto con Telemaco Signorini, frequenta la scuola di nudo della stessa Accademia e dove viene premiato. Dal 1853, con Cabianca, ha inizio la sua stagione di pittura all’aria aperta, sviluppata senza comunque rinnegare l’originaria formazione. Con gli amici Macchiaioli è volontario nella Seconda Guerra di Indipendenza. Rientrato a Firenze, è tra gli ospiti fissi di Diego Martelli a Castiglioncello, così come, seguendo l’iter che lo rende sodale agli amici macchiaioli, sarà di lì a breve con Lega e Abbati tra i protagonisti della scuola di Piagentina. Questo periodo rappresenta uno dei momenti felici della sua creatività

Borrani al di là della macchia. Opere celebri e riscoperte
Centro Matteucci per l’Arte Moderna, via D’Annunzio 28, Viareggio.
Fino al 4 novembre 2012
tel. 0584 430614
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www.centromatteucciartemoderna.it