Cari italiani, siamo intrappolati nella trama di questo orrendo film che peggiora e si ripete ogni volta che Berlusconi sale al potere. Lo scontro con la magistratura, le leggi ad personam, l’utilizzo scriteriato delle prerogative del presidente del consiglio a fini strettamente personali, la gestione sensazionalistica di ogni cosa per coprire un nulla che, a fronte dei seri problemi del paese, fa tremar le vene ai polsi. Ma Berlusconi è così e gli italiani lo votano perché ci sono abituati, perché non hanno più alcun legame con la sinistra, perché guardano al proprio orticello oppure perché – segretamente, ma neanche tanto… – vorrebbero essere esattamente come lui: intoccabili. Già, perché mai come in questi giorni appare evidente il sogno segreto del visconte di Arcore: l’impunibilità. Sarebbe pronto a tutto per avere la certezza di essere iscritto nel registro dei condannati a quel limbo dorato nel quale pascolano beati vecchi dinosauri della prima repubblica, pentiti di mafia e delinquenti di ogni genere. Vengano pure i soldati in assetto di guerra a pattugliare le strade, cali pure il potere d’acquisto degli italiani, si smantellino pure i contratti nazionali di lavoro: cosa volete che importi tutto questo. Ammettiamo: Berlusconi è un semidio nordico che attende solo di essere ammesso nel Valhalla. Immaginatevi il tripudio violento di trombe che, un giorno, inevitabilmente accompagneranno la sua definitiva consacrazione al superumano. Là tra gli dei, solo là, si libererà finalmente di tutte le scocciature che per anni l’hanno tormentato. Guarderà giù verso le macerie, ci saluterà tutti quanti e sorridendo dirà semplicemente: «Buon lavoro».