Dino Risi ci ha lasciato. Si é spento a Roma, a 92 anni, in una camera di albergo nel cuore del quartiere Parioli. Milanese di nascita e romano d’addozione, regista, soggettista e sceneggiatore, é stato uno dei maggiori interpreti della commedia all’italiana insieme a Mario Monicelli, Luigi Comencini, Nanni Loy ed Ettore Scola. Uno dei protagonisti di quella stagione d’oro del cinema italiano che é stata grande perché ha parlato della realtà della vita, dei pregi e i difetti della gente del belpaese, senza retorica, con umore e tragicità, con leggerezza ed etica. Un cinema identitario, realista ed allucinato, divertente e crudo, che ha reso grande il nostro paese, in un momento in cui lo stato ed i privati (punto importante) investivano nella settima arte con un entusiasmo che poi difficilmente si é ripetuto altrove.


Dino Risi é nato a Milano il 23 dicembre 1916. Dopo aver conseguito la laurea in Medicina si rifiuta di diventare uno psichiatra, come avrebbero desiderato i genitori, ed inizia la sua carriera cinematografica lavorando per Mario Soldati e Alberto Lattuada. Il suo primo lavoro è un cortometraggio girato nel 1948, Barboni, sulla disoccupazione a Milano. A questo fecero seguito altri lavori, tra cui il corto “Buio in sala“, girato in una Milano con ancora i segni e le macerie della guerra, la storia di un viaggiatore di commercio impacciato e un po’ depresso che, entrato in un cinema dove si proiettava un film western, ne esce più forte e risoluto (Risi parlò del cinema come “maestro di vita”). Il corto, che era costato duecentomila lire, fu venduto a Carlo Ponti per due milioni e il fatto contribuì a rafforzare la vocazione creativa in Risi, che si trasferì a Roma.
All’età di 35 anni gira la commedia Vacanze con il gangster (1951), e nello stesso anno nasce il figlio Marco. Il successo arriva grazie a Pane, amore e… (1955), sequel dei fortunati Pane, amore e fantasia e Pane, amore e gelosia, che raccontano le comiche imprese del maresciallo Carotenuto (interpretato in tutte le pellicole da Vittorio De Sica), che nei primi due film, diretti da Luigi Comencini, era corteggiato da Gina Lollobrigida, mentre nel terzo episodio della serie, quello diretto da Risi, si trova inseguito da Sophia Loren.
Continua così con Poveri ma belli (1956), commedia girata con pochi soldi, ma che riscosse grande successo. Da qui dirige tanti grandi attori, ma principalmente lavora con Alberto Sordi, Nino Manfredi e Vittorio Gassman, i suoi “prediletti”. Con Sordi dirige Il vedovo (1958), satira di costume, mentre dirige Gassman in un film che consacra l’attore genovese, Il mattatore (1959).

Gli anni’ 60 consacrano il cinema di Dino Risi, tanto che vari critici arrivano ad accostarlo a Billy Wilder. Offre a Sordi un ruolo drammatico in Una vita difficile (1961), a fianco di Lea Massari, e rivoluziona la commedia privandola dell’happy-ending in Il sorpasso (1962), ancora con Gassman, che dirige anche nel graffiante film ad episodi I mostri (1963), accanto a Ugo Tognazzi.
Una critica delle vacanze dei ricchi arriva in L’ombrellone (1965), dopodiché lavora con Totò nel film Operazione San Gennaro (1966), mentre riesce a non far parlare per l’intero film Tognazzi in Straziami, ma di baci saziami (1966).
Nel film a episodi Vedo nudo (1969) affronta il tema della sessualità dopo il Sessantotto, con un Manfredi che si cimenta in ben sette personaggi diversi: sulla stessa falsariga seguiranno Sessomatto (1973), con Giancarlo Giannini e Laura Antonelli, e Sesso e volentieri (1982), con Johnny Dorelli, la Antonelli e Gloria Guida.

Negli anni ’70 fotografa benissimo i vizi e i gravi difetti degli italiani nel capolavoro In nome del popolo italiano (1971), con la coppia sempre affiatata Tognazzi (nel ruolo del giudice integerrimo) e Gassman (in quello del viscido Lorenzo Santenocito), riscontrando sempre un grande successo di pubblico e critica.
Passa poi al dramma psicologico con Anima persa (1976) e Profumo di donna (1974), due pellicole straordinarie, tratte entrambe da romanzi di Giovanni Arpino e interpretati da un perfetto Gassman: di quest’ultimo film sarà poi girato un remake hollywoodiano, Scent of a Woman Profumo di donna, con Al Pacino, diretto da Martin Brest, nel 1992.
Torna a lavorare insieme a Mario Monicelli e Ettore Scola in I nuovi mostri (1977), un altro film a episodi, e dirige Renato Pozzetto in Sono fotogenico (1980) e Lino Banfi in Il commissario Lo Gatto (1986). Da ricordare anche Fantasma d’amore (1981), nel quale racconta una nostalgica storia d’amore tra Marcello Mastroianni che rincorre la defunta amante, una straordinaria Romy Schneider, per le strade di Pavia.
Negli anni ’90 lavora per l’ultima volta con l’amico Gassman in Tolgo il disturbo (1990) e realizza Giovani e belli (1996), un fallimentare remake di Poveri ma belli. Nel 2002 riceve il Leone d’Oro alla carriera.

Fonte: wikipedia