Come possono i cittadini europei acquisire la consapevolezza di condividere un patrimonio comune e come possono apprezzare quell’unità culturale che, nel rispetto della diversità di ognuno, è alla base di questo patrimonio? E’ stato in risposta a questa richiesta che, nel 1991, il Consiglio d’Europa ha ufficialmente lanciato le Giornate Europee del patrimonio (GEP), una iniziativa che, nel 1999, è diventata un’azione comune del Consiglio d’Europa e della Commissione Europea.

In tutta Europa, durante i fine settimana del mese di settembre e, dal 2006, anche di ottobre e novembre, durante le Giornate Europee del Patrimonio si aprono le porte di monumenti e siti, molti dei quali abitualmente chiusi al pubblico. I cittadini possono conoscere e godere liberamente del proprio patrimonio, diventando parte attiva nella salvaguardia e nella valorizzazione di esso per le generazioni presenti e future, ed acquisire in questo modo una sempre maggiore consapevolezza della propria identità comprensiva delle peculiarità culturali di ogni paese.

Sabato 25 e domenica 26 settembre 2010, il MiBAC (Ministero per i Beni Culturali), come ogni anno, partecipa all’evento e organizza sull’intero territorio nazionale iniziative tese a valorizzare e mettere in evidenza i contenuti della cultura e del Patrimonio italiano, con l’obiettivo di condividere con altri Paesi europei le comuni radici continentali.

Per l’occasione saranno aperti al pubblico gratuitamente i luoghi della cultura che comprendono il patrimonio archeologico, artistico e storico, architettonico, archivistico e librario, cinematografico, teatrale e musicale. Parteciperanno, in uno spirito di sinergica collaborazione, Regioni e Province autonome, il Ministero della Pubblica Istruzione e il Ministero dell’Università e della Ricerca nonché altre istituzioni culturali a carattere pubblico e privato.

– Luoghi Statali (Musei, gallerie, pinacoteche, monumenti, aree archeologiche ecc …)
– Archivi
– Biblioteche

Dal Lancio ufficiale ai nostri giorni l’interesse per le Giornate Europee del Patrimonio è andato crescendo. Il numero degli stati partecipanti è passato da 11 nel 1991 a tutti e 49 gli stati firmatari della Convenzione Culturale Europea nel 2006; il numero dei visitatori annuali è ora stimato a circa 20 milioni di persone e sono stati più di 30.000 i monumenti ed i siti aperti.
Oggi, dopo 17 anni dalla loro istituzione, le Giornate Europee del Patrimonio sono diventate uno strumento fondamentale per lo sviluppo di una esperienza tangibile della cultura e della storia europea e per la crescita della coscienza del pubblico circa i molteplici valori del nostro patrimonio comune e del continuo bisogno di salvaguardarlo. I paesi sono riusciti a stimolare la partecipazione della società civile, l’adesione dei giovani, il lavoro volontario, la cooperazione tra paesi confinanti, promuovendo i principi comuni del dialogo interculturale, della collaborazione e della responsabilità civile.

Le giornate del patrimonio in Italia

L’Italia partecipa alle Giornate Europee del Patrimonio dal 1995 – con il coordinamento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC) – e dedica all’iniziativa due giorni, ogni anno l’ultimo sabato e domenica del mese di settembre. Oggi, giunte alla loro tredicesima edizione, le GEP sono diventate un evento molto atteso dal pubblico italiano. Il programma degli eventi è andato arricchendosi nel tempo e con esso il numero dei luoghi aperti e visitabili gratuitamente.

Il MiBAC, come ogni anno, partecipa all’evento con lo slogan “Italia tesoro d’Europa” e organizza sull’intero territorio nazionale iniziative tese a valorizzare e mettere in evidenza i contenuti della cultura e del Patrimonio italiano, con l’obiettivo di condividere con altri Paesi europei le comuni radici continentali.

Per l’occasione saranno aperti al pubblico gratuitamente i luoghi della cultura che comprendono il patrimonio archeologico, artistico e storico, architettonico, archivistico e librario, cinematografico, teatrale e musicale. Parteciperanno, in uno spirito di sinergica collaborazione, Regioni e Province autonome, il Ministero della Pubblica Istruzione e il Ministero dell’Università e della Ricerca nonché altre istituzioni culturali a carattere pubblico e privato.
Attraverso il Ministero per gli Affari Esteri saranno, inoltre, coinvolti gli Istituti Italiani di Cultura all’estero.

Fonte: sito del Ministero dei beni culturali