Il 15 agosto del 1809, la Pinacoteca del Palazzo Reale delle Scienze e delle Arti fu aperta ufficialmente al pubblico: grande assente il mentore e ideatore dell’impresa, l’Imperatore Napoleone Bonaparte, la cui presenza era comunque idealmente assicurata grazie al gigantesco gesso realizzato da Antonio Canova, collocato in uno dei saloni napoleonici.

Grazie anche alla collaborazione dell’Orto Botanico e del Museo Astronomico dell’Università degli Studi di Milano, del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, del Conservatorio Guido Cantelli di Novara, visite guidate per bambini e adulti, concerti, proiezioni di film si alterneranno per tutta la giornata del 15 Agosto, fra le sale climatizzate della Pinacoteca, il fresco degli alberi dell’Orto Botanico, il lungo corridoio del Museo Astronomico e la sala della Passione.

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Bicentenario della Pinacoteca di Brera
Il 15 agosto 1809, compleanno di Napoleone, la Pinacoteca di Brera fu aperta per la prima volta al pubblico. Come le Gallerie di Venezia e Bologna, anche la Pinacoteca aveva finalità didattiche e fu istituita a fianco dell’Accademia di Belle Arti, fondata da Maria Teresa d’Austria nel 1776.
Le sue collezioni nascono da un nucleo di dipinti, disegni, sculture e stucchi raccolti dal primo segretario dell’Accademia, Carlo Bianconi, ai quali furono uniti, in età teresiana prima e napoleonica poi, i dipinti requisiti a seguito delle soppressioni di chiese e conventi. Ma fu soprattutto in età napoleonica
che, grazie all’iniziativa di Giuseppe Bossi, segretario dell’Accademia dal 1801, le collezioni che saranno della Pinacoteca si arricchirono con l’acquisizione di opere come lo Sposalizio della Vergine di Raffaello, la Madonna col Bambino di Giovanni Bellini, la Crocifissione di Bramantino. Quando Milano divenne capitale del Regno d’Italia (1805) confluirono nella Pinacoteca i più importanti dipinti requisiti dalle chiese delle regioni conquistate dagli eserciti napoleonici (Veneto, Emilia Romagna e Marche).
Per rimediare all’assenza di opere leonardesche e raffaellesche, furono forzosamente prelevati dipinti e disegni dalla quadreria arcivescovile di Milano e, grazie a un accordo con il museo del Louvre, arrivarono a Brera (1813) cinque dipinti di Rubens, Joardens, Van Dyck e Rembrandt. Negli stessi anni giunsero da chiese milanesi e lombarde affreschi staccati di Luini, Gaudenzio Ferrari, Foppa, Bergognone e Bramantino, dando così origine a una delle maggiori raccolte di dipinti murali.

Dopo la Restaurazione (1815), la crescita delle collezioni continuò a ritmo ridotto ma costante grazie a lasciti, doni, cambi e acquisti (fra questi il Cristo morto di Mantegna, acquistato presso gli eredi di Giuseppe Bossi nel 1824). Nel 1882 la Pinacoteca fu resa autonoma e separata dall’Accademia. Lasciti
e acquisti proseguirono fino alla seconda guerra mondiale, portando in Pinacoteca opere di Correggio, Pietro Longhi, Piazzetta, Tiepolo, Canaletto e Fattori alle quali si aggiunsero la Cena in Emmaus di Caravaggio e il Pergolato di Silvestro Lega, acquistati grazie all’Associazione Amici di Brera e dei Musei milanesi. A causa dei bombardamenti che colpirono Milano nel 1943 il palazzo di Brera fu molto danneggiato ma fu rapidamente ricostruito e nel 1950 la Pinacoteca riaprì con un nuovo allestimento di Pietro Portaluppi. Negli anni settanta arricchì le collezioni la straordinaria donazione di Emilio e Maria Jesi, che comprende opere dei maggiori artisti del primo Novecento, fra cui Boccioni, Braque, Carrà, De Pisis, Marino Marini, Modigliani e Morandi mentre una parte della collezione di Lamberto e America Vitali fu affidata al museo nel 2001. Queste donazioni costituiscono gli episodi più significativi del lento ma costante incremento di opere nel museo.

Recentemente, grazie a fondi di Stato, la Direzione della Pinacoteca ha arricchito ulteriormente la sezione dedicata al Novecento con l’acquisto di Corsa di quadrighe di Giorgio De Chirico, Le gîte des promesses di Alberto Savinio, Le coup de foudre e Le demon du jeu di Gino Severini, realizzati per la casa del gallerista Léonce Rosemberg, il Nu debout in gesso di Giacometti e la raffinatissima Ofelia (1922) di Arturo Martini. Non sono mancati neppure acquisti di opere antiche come per esempio la Nascita della Vergine di Gaudenzio Ferrari, realizzata per la cappella della Concezione nella chiesa di Santa Maria della Pace a Milano, i cui affreschi, staccati, si trovano già in Pinacoteca.

Nel corso del 2008 dalla Direzione Regionale sono state acquistate per la Pinacoteca due tavole di Spinello Aretino, San Lorenzo e San Giovanni Battista, della fine del XIV secolo, che si sono aggiunte alla collezione dei primitivi italiani post-giotteschi, e centocinquantadue autoritratti di grandi maestri del Novecento, di piccole dimensioni, provenienti dalla collezione Zavattini. In occasione del bicentenario, la Pinacoteca è oggetto di una serie di interventi di restyling volti a migliorare l’accoglienza del pubblico, la fruizione delle opere e, più in generale, per renderla più piacevole per il visitatore.

Pinacoteca di Brera
Aperta al pubblico dal martedì alla domenica, dalle ore 8.30 alle 19.15

Fonte: sito della Pinacoteca di Brera